Sulla determinazione di MOSH e MOAH in oli d’oliva: “beffa” o scarsa capacità di seguire i progressi scientifici e tecnologici?
Recentemente si è letto, su una testata on line, di difficoltà nella determinazione dei componenti in oggetto, dovuta alla presenza di componenti naturali quali steroli ed alcoli che porterebbe a risultati falsati con conseguente penalizzazione di prodotti che invece rientrerebbero nella norma, usando addirittura nel titolo la parola “beffa”!
A tale proposito, vale la pena fare presente che in rete sono reperibili documenti ufficiali della UE in cui si stabiliscono una serie di norme che entreranno ad emendare alcuni aspetti dei regolamenti già in vigore
(B.01 SANTE PLAN 2023-2345-ANNEX-ML MOAH-Rev.9 e B.02. SANTE_PLAN_2726_2023-ANNEX-Rev.7) che dovrebbero entrare in vigore nel 2027 e che sostanzialmente, ribadiscono quanto già noto, in linea generale, ovvero di porre adeguata attenzione a possibili interferenti, adottando le relative buona pratiche di laboratorio e citando espressamente l’utilizzo della gas cromatografia bidimensionale (GC xGC)
Nella tabella 10 viene infatti riportato, in merito alla specificità:
“Analytical methods shall demonstrate the ability to reliably and consistently quantify MOSH and MOAH excluding other co-extracted and possibly interfering compounds, that may be present. When needed, characterisation of interferences shall be done on the basi of comprehensive gas chromatography (GC x GC)”
Si può certamente obbiettare che questa strumentazione non sia al momento disponibile presso tutti i laboratori, tuttavia questa è una situazione che, negli anni, il comparto ha già vissuto ed affrontato, basti pensare al passaggio dalle colonne gas cromatografiche impaccate, previste dai Metodi Ufficiali Italiani per l’analisi di acidi grassi e steroli, alle colonne capillari, previste dal Reg (CEE)2568/91 o alla introduzione dell’HPLC per l’analisi dei triacilgliceroli per il calcolo del ΔECN42 o ancora all’ adozione dell’iniettore “on column” per la determinazione delle cere previsto dal succitato Reg (CEE); in parole povere, si tratta di adeguarsi ai progressi della tecnologia analitica, derivanti dalla ricerca scientifica.
Risulta infine un po’ strana l’affermazione che cita gli steroli tra i possibili interferenti, chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la chimica organica e con l’analitica (in particolare per MOSH e MOAH) può ben comprendere come la polarità di questi composti, che sono ossidrilati, sia ben distante a quella di molecole di natura idrocarburica.
Lanfranco Conte