Il 4 giugno scorso, presso la sede di Rende del CREA Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura, il Dott. Bouchaib Khadari, ricercatore francese di Antenne Occitanie Mediterranee, Universite de Montpellier, Institut Agro, INRAE, Institut Agro Montpellier, CIRAD, ha tenuto un webinar su: “Genetic diversity as an asset for adaptation to global warming: the case of the olive tree in Mediterranean agroecosystems”, patrocinato dalla Società di Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI), Gruppo di lavoro “Olivo e olio”, e dall’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio. Il Dott. Khadari coordina anche il Progetto ClimOliveMed, finanziato da organizzazioni europee e marocchine, che prevede una collaborazione con il CREA-DC ed -OFA, ed ha l’obiettivo di comprendere i fattori biologici, economici e sociali che migliorano la resilienza e la sostenibilità dell'olivicoltura mediterranea di fronte ai cambiamenti climatici. Il Dott. Khadari ha mostrato come la diversità genetica possa assicurare una coltivazione dell'olivo sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici per il futuro. Nell’ambito del seminario, il Dr. Khadari ha descritto, innanzitutto, la storia evolutiva della specie e la sua domesticazione nel Mediterraneo, sottolineando l'importanza degli studi di Olea europaea L. var. sylvestris, per comprendere l'adattamento ai futuri cambiamenti climatici. Inoltre, ha preso in considerazione la variabilità dei caratteri di fioritura legati al fabbisogno di freddo invernale nelle cultivar mediterranee e i relativi studi di associazione genomica. Combinando diversi approcci come ecologia e genetica di popolazione, associazione genoma-ambiente, modellizzazione della nicchia ecologica e del paesaggio adattativo, modellizzazione fenologica, studi di associazione a livello genomico ha presentato una panoramica della ricerca volta a comprendere l'adattamento dell'olivo al riscaldamento globale. Infine, ha concluso l’intervento con una descrizione delle prospettive di ricerca finalizzate alla selezione di nuove cultivar adatte al clima futuro attraverso la selezione genomica.
Enzo Perri
